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martedì 19 agosto 2014

Gravidanza, occhio all'accoglienza dell'ospedale dove si partorirà

«Quello di cui le donne incinta hanno veramente bisogno è l'accoglienza, ancor più del ricovero. Le future mamme vivono un momento molto importante e delicato, le strutture dove andranno a partorire devono essere adeguate». Parte così il dibattito vhe dà il via al XIX Congresso nazionale “Benessere e bellezza in gravidanza”, organizzato dall'Agico, l'Associazione ginecologi consultoriali, puntando sull'adeguatezza delle strutture e sulla necessità che gli ospedali e i consultori camminino l'uno a fianco fell'altro, confrontandosi.
Il congresso, che si è svolto in questi giorni a Roma, è stato organizzato dal presidente dell'Agico, il professor Luigi Cersosimo, e ha avuto come obiettivo il confronto tra esperti del settore su patologie, disturbi, alimentazione e cure nel periodo della gestazione.

E' stato, però, anche l'occasione per discutere sui limiti che i tagli alla sanità impongono alla crescita scientifica e all'accoglimento. Nel dibattito, curato dal giornalista-ginecologo Marco Sani, molti addetti ai lavori hanno portato la loro testimonianza, a cominciare dal professor Giovanni Battista Serra, past president della Federazione italiana di Ostetricia e ginecologia, il quale ha lanciato l'alalrme come ospedaliero: «E' tutto affidato alla buona volontà del singolo medico. Le alte professionalità di cui dispone l'Italia nel settore evitano che ogni giorno la situazione precipiti, ma quanto si potrà continuare con questi ritmi? Gli interventi non possono essere più rimandati».

martedì 18 giugno 2013

Aumento peso in gravidanza nel primo trimestre.Cosa succede al mio aspetto fisico?


Nel primo trimestre, generalmente, non si notano grandi cambiamenti fisici.
Il seno può essere più teso e dolente, simile al periodo premestruale, l’addome, soprattutto in donne molto magre, può apparire più gonfio ma non dolente, possono comparire abbondanti perdite vaginali, muco giallo e filante (una sorta di pulizia naturale a livello vaginale), possono sanguinare più facilmente gengive e naso. Generalmente aumentano notevolmente il sonno e il bisogno di riposo: come se il corpo di una donna imponesse uno stop, un freno per potersi dedicare meglio a questo delicato momento della gravidanza.
Si possono presentare frequenti e repentini sbalzi di umore con un aumento della sensibilità,  anche per piccole cose.

Fumare durante la gravidanza non è collegato direttamente allo sviluppo dell'autismo

Ad affermarlo è uno studio pubblicato dal Journal of Autism and Developmental Disorders.
La ricerca, promossa dalla Drexel University di Philadelphia, è stata condotta in Svezia su oltre 42 mila bambini. E' risultato che il 19% dei bambini con ASD aveva subito il fumo passivo della madre durante la gravidanza, ma che una percentuale simile (18%) appartiene al gruppo dei bambini affestti da ASD ma nati senza fumo passivo.

 La differenza è minima dunque, come spiega il responsabile Brian Lee: "Non abbiamo trovato alcuna prova che il fumo materno durante la gravidanza aumenti il rischio di disturbi dello spettro autistico". Ricordiamo alle future mamme che fumare durante la gravidanza è comunque altamente sconsigliato: i rischi per i nascituri sono tanti.

Le cause di un aborto.Perché una gravidanza può interrompersi spontaneamente?

Aborto  spontaneo, ovvero l’embrione (o più raramente il feto), ad un certo punto, arresta il suo sviluppo andando incontro a morte.
Generalmente, si tratta di una sorta di selezione naturale, ovvero l’embrione, nella sua formazione, ha incontrato difficoltà, ha accumulato degli errori genetici o morfologici, per cui risulterebbe incompatibile con la vita.

Madre natura pone soluzione interrompendo il decorso della gravidanza. È frequente che capiti, ma è importante sottolineare che non dipende da alcun tipo di comportamento che può aver tenuto la madre e soprattutto che non pregiudica in alcun modo le eventuali gravidanze future.
Se dovesse verificarsi una seconda o terza volta, sarà compito del ginecologo curante verificare la presenza di altre problematiche.
Può essere del tutto asintomatico e trovar riscontro occasionale durante un normale controllo ecografico (non è più visualizzabile il battito cardiaco), oppure manifestarsi con sanguinamenti più o meno abbondanti.
Nella maggior parte dei casi è necessario eseguire un intervento di pulizia della cavità uterina (revisione) per permettere la fuoriuscita di tutto il materiale prodotto del concepimento; talvolta invece viene espulso tutto sotto forma di importante flusso sanguigno.

Parto prematuro: i sintomi principali

Il parto prematuro avviene prima della 37a settimana di gravidanza quando il bambino ha ancora l'apparato respiratorio non completamente formato. Si tratta, quindi, di una situazione estremamente rischiosa per la vita del neonato. Nel parto prematuro, i pricipali sintomi sono rappresentati da: contrazionio dolori al basso ventre di intensità variabile, perditie vaginali e nei casi estremi la rottura delle acque.

Come si manifesta il parto prematuro

Il parto prematuro, o parto pretermine, avviene prima della 37a settimana di gestazione e rappresenta una situazione rischiosa sia per la mamma sia per il bambino soprattutto se avviene i neonati molto prematuri, i quali sono altamente a rischio di soffrire di gravi problemi cerebrali, digestivi e soprattutto respiratori. Inoltre la mortalità nei primi giorni di vita è molto alta. Questi neonati se superano la fase critica rischiano anche di avere problemi anche una volta cresciuti, ad esempio ritardo nello sviluppo e problemi nell’apprendimento. Il parto prematuro è più frequente nelle mamme molto giovani (meno di venti anni) e in quelle più mature (sopra trentotto anni).

Il parto prematuro è accompagnato da sintomi e in particolare da contrazioni che si presentano in genere ogni dieci minuti o con una frequenza maggiore. Spesso sono dolorose e devono subito allarmare la mamma che deve recarsi in ospedale. In altri casi le contrazioni possono essere sporadiche o possono presentarsi come un indurimento dell’addome accompagnato da mal di schiena e da senso di peso al basso ventre.

Possono essere presenti emorragie, sintomo di un distacco di placenta alla base del parto prematuro. L'emorragia può anche non essere abbondante, ma è quasi sempre accompagnata da dolori e contrazioni.
La minaccia di parto prematuro può presentarsi anche con la "rottura delle acque" (membrane amniocoriali) con perdita di liquido amniotico trasparente o verde. In questo caso è richiesto un ricovero urgente.

Sintomi principali del parto prematuro

Il parto prematuro, accompagnato da particolari sintomi, è una situazione di grave rischio per la madre e il bambino. I sintomi che devono mettere in allarme i futuri genitori sono rappresentati da contrazioni (dolorose ma anche più lievi), mal di schiena, emorragie e la rottura delle borse amniotiche. Queste condizioni richiedono il ricovero immediato.

Come affrontare la depressione post partum: quale terapia seguire

Capita sovente che le neo-mamme si sentano inadeguate ma negano questa condizione di disagio. Molte donne pur soffrendo di depressione post partum rifiutano qualsiasi terapia che potrebbe aiutarle a superare le difficoltà del momento perché temono di essere considerate cattive madri. Nascondere la tristezza e i sentimenti negativi che le affliggono non serve a ritrovare la serenità.
 Solo una mamma serena può dare serenità al proprio piccolo
Piccoli gesti di affetto o un supporto nelle cure al neonato sono determinanti per il superamento della depressione successiva alla gravidanza. E' essenziale il ruolo del partner, il neo-papà, che deve comprendere e incoraggiare la moglie con tutto l'amore possibile, deve dare un aiuto morale e materiale allo stesso tempo. Curare la depressione post partum con la terapia si può
E' chiaro che in presenza di importanti sintomi depressivi la farmacoterapia è quasi sempre necessaria. Le cure possono basarsi sull’assunzione di ansiolitici e antidepressivi, sempre sotto il controllo di un medico specialista. Gli antidepressivi servono a normalizzare le quantità delle sostanze chimiche che agiscono comunemente nel cervello, come la serotonina e la noradrenalina, utili ad affrontare i cambiamenti fisiologici scaturiti da un evento particolare.

E' sempre opportuno abbinare alla terapia medica un supporto psicologico o una vera e propria psicoterapia. In questo campo il sistema sanitario nazionale funziona davvero. Le mamme in difficoltà possono trovare nelle strutture e quindi nei consultori familiari un'ottima opportunità di aiuto. Molte le associazioni formate da gruppi di persone che mettono a disposizione degli altri il loro tempo e le loro esperienze.

La psicoterapia svolge un ruolo insostituibile: partecipare a terapie di gruppo con donne che vivono lo stesso problema aiuta tanto, infatti è dimostrato che per sconfiggere la solitudine e le incertezze il confronto con altre madri è l’ideale. Durante la psicoterapia è importante che la madre elabori il rapporto con se stessa e capisca quindi che la relazione madre-figlio deve stabilirsi e crescere lentamente. Ritrovare la stima di sé è determinante.

Sconfiggere la depressione e scoprire l'amore per il proprio bambino

Superare la depressione post partum con la terapia adeguata significa poter finalmente apprezzare la gioia di vivere in serenità con il proprio bambino. Per fortuna tutto passa e tutto si dimentica: basta guardare ogni giorno il sorriso di un figlio per convincersi del grande dono ricevuto. Ricordiamo comunque che mai bisogna sottovalutare le difficoltà delle donne quando diventano mamme.

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